L’Unione Logge Sovrane del Mediterraneo, riapre i lavori con la celebrazione di un matrimonio massonico

Il Sovrano Gran Commendatore Fernando Rucci, Presidente A.U.M.

Sabato 26 settembre u.s., presso il Grand Hotel Montesilvano di Montesilvano Spiaggia (PE), la Unione Logge Sovrane del Mediterraneo ha riaperto i lavori, dopo la stasi estiva, con la celebrazione di un matrimonio massonico.

Di seguito, pubblichiamo la tavola architettonica tracciata dal Sovrano.

^^^^^ TORNATA DEL 26 SETTEMBRE 2020 E.V. ^^^^^

INTERVENTO del SOVRANO:

La riapertura dei lavori massonici dell’Unione Logge Sovrane del Mediterraneo

Ven.mi e Pot.mi Sovrani Gran Commendatori
Ven.mi e Pot.mi Gran Maestri
El.mi e Pot.mi Sovrani Grandi Ispettori Generali
El.mi Grandi Ufficiali e Dignitari
Rispett.mi Maestri Venerabili
Sorelle e Fratelli che ornate le colonne nei vostri gradi e dignità
Riprendiamo, oggi, i nostri lavori dopo la stasi estiva.

Abbiamo ricevuto una dichiarazione di matrimonio, già contratto dinanzi allo Stato Civile, e un matrimonio massonico, come ci insegnano i nostri rituali, è la rigenerazione della donna, e, rigenerare la donna, è rigenerare la società.

Il G.A.D.U. ha scolpito la legge di amore, di unione e di progresso che deve guidare l’umanità, ma la figura del G.A.D.U. non può essere confusa, né con le religioni inventate dagli uomini per opprimere e limitare se stessi, né con le sette, dove spiriti impuri glorificano il “nulla” e, nel nulla, soddisfano le proprie deviazioni sessuali e le perversioni della loro indole criminale.

Sul punto si vedano le recenti rivelazioni di stampa sui bambini utilizzati per sacrifici umani e per altri scopi inconfessabili.

Mauro Biglino, nel suo libro “Il Dio alieno della Bibbia”, spiega che il termine Satana (in ebraico: Satàn), significa “avversario” ed è un vocabolo con il quale si definisce una funzione precisa, quella dell’antagonista.

Il nome satana è presente 18 volte nell’Antico Testamento, è in tutti i casi, è un uomo che compie la funzione del “šatān”.

Quindi, il termine Satana, è un vocabolo con il quale si definisce una funzione precisa e il fatto stesso che sia preceduto dall’articolo, documenta che non si tratta di un nome proprio attribuito a un individuo, ma indica uno status o un compito.

L’identificazione teologica di Satana (signore degli abissi), come serpente tentatore nel libro della genesi, è una deformazione teologica.

In realtà si parla del dio Sumero Enki, comandante degli Anunnaki, dei quali ha scritto Zecharia Sitchin, il quale dimorava nell’Abzu (situato nell’africa sud-orientale) dove avveniva l’estrazione dell’oro, e poiché ne era il signore e controllore dei lavori, per la teologia, è divenuto il signore dell’abisso o degli inferi.

E’ indiscutibile che le religioni, con la storiella dell’inferno e del paradiso, hanno costruito un potere assoluto per 2000 anni e hanno condizionato la vita degli uomini, rendendoli schiavi e timorosi di un peccato che non esiste.

Di recente, un vescovo americano, John Shelby Spong, in una intervista, ha dichiarato che l’inferno non esiste, ma è una invenzione della Chiesa per mantenere il controllo sui fedeli attraverso la paura e lo stesso Papa, Francesco, dialogando con Eugenio Scalfari, ha detto testualmente: ”Coloro che si pentono riceveranno il perdono di Dio.

Coloro che non si pentono non potranno ricevere il perdono per i propri peccati e, semplicemente, spariranno. L’inferno non esiste, c’è solo la scomparsa delle anime peccatrici”.

Il Vaticano ha, poi, smentito affermando che negare l’esistenza dell’inferno è contrario al dogma cattolico, dimenticando, in questa occasione, l’altro dogma sulla infallibilità del Papa.

Noi massoni dobbiamo percorrere il sentiero della verità e dobbiamo essere consapevoli che non esiste una verità assoluta, ma solo la percezione che ciascuno ha della verità.
Ed è proprio per questo che uno dei principi cardini della nostra istituzione è la tolleranza.

Tolleranza non è lassismo, ma consapevolezza dei propri limiti e dei limiti di ogni singolo fratello, per cui va perdonato l’apprendista per i suoi errori; aiutato il compagno d’arte, quando si allontana dalla retta via; redarguito e sanzionato il maestro, che dimostra di non aver compreso l’importanza del suo ruolo e di quello che rappresenta nella loggia per sé e per gli altri fratelli.

Le insegne, che portiamo nelle nostre riunioni, sono un simbolo: simbolo della posizione che occupiamo nella piramide massonica, ma, soprattutto, la cartina di tornasole del nostro grado di conoscenza.

Indossare paramenti dei gradi superiori, senza esserne degni, perché privi di adeguata conoscenza, è un insulto per i fratelli, che si aspettano da noi esempi di vita che non potremo mai dare; un insulto per il G.A.D.U. perché riduciamo in farsa ciò che, invece, dovrebbe essere sacro e inviolabile.

Riflettiamo sulle contraddizioni che caratterizzano la nostra condizione umana e riflettiamo sui nostri comportamenti quotidiani, prova evidente della nostra ignoranza della Verità e di mancanza di Conoscenza.

I falsi profeti e i ministri di culto ci hanno illuso affermando che siamo dotati del “libero arbitrio”, ma è falso.

L’espressione, usata a indicare la libertà del volere umano, nasce sul terreno della speculazione teologica, in connessione con i problemi della grazia, della predestinazione e dell’origine del male.

Agostino, nella cui opera il concetto assume il massimo rilievo, distingue il libero arbitrio dalla libertà perfetta, che l’uomo avrebbe perduto in seguito al peccato originale, e lo identifica come quel «posse non peccari» per cui esso diviene, essenzialmente, inclinazione al bene, pur potendo volgersi al male.

La dottrina della grazia, indispensabile all’uomo per il raggiungimento della salvezza, accentua il carattere di gratuità di essa e della sua assoluta indipendenza dai meriti umani; di qui il problema della conciliazione tra predestinazione e libero arbitrio, necessario fondamento per la valutazione morale dell’azione.

Nella scolastica il concetto di libero arbitrio viene sviluppato in connessione al problema della volontà e della razionalità della scelta.

Tuttavia io mi domando:
a) come può un maestro d’arte progettare un edificio se non conosce le regole dell’arte del costruire?
b) come può un medico guarire un malato se non conosce i rudimenti della medicina?

Ebbene, come possiamo essere liberi nello scegliere il nostro futuro se non abbiamo piena consapevolezza di ciò che siamo, da dove veniamo e dove andiamo?
Tutto quello che ci è stato detto è falso!

Tutto quanto abbiamo fatto è frutto dei nostri errori di valutazione!
Se abbiamo una visione parziale e distorta delle cose, come possiamo pensare di essere liberi nella determinazione delle nostre azioni?

Se non abbiamo la piena conoscenza, come possiamo distinguere ciò che è bene da ciò che è male, e quali parametri dobbiamo utilizzare nelle nostre valutazioni?

Fino ad ora ci hanno condizionato nelle nostre scelte con false verità hanno condizionato i nostri bisogni, indotti dall’esterno, con la pubblicità subliminale, e, in futuro, ci condizioneranno attraverso la introduzione dei microcips.

Ci comanderanno a distanza attraverso un computer centrale, che guiderà ogni nostro pensiero e ogni nostra azione, pronti persino a toglierci la vita se usciremo dal seminato.
Il primo passo sarà l’abolizione del contante, che sarà varato con il prossimo DPCM, così come dichiarato dal Presidente Conte.

Come sostiene Marco Pizzuti nel libro “Evoluzione non autorizzata” (Pag. 326) “il frutto della conoscenza, che una volta era stato proibito all’Uomo, sta per essere definitivamente divorato e dall’ultimo morso nascerà un golem dall’intelligenza artificiale mostruosa, che i tecnocrati intendono usare per governare il mondo.

Una volta creato non potrà più essere fermato e i tecnocrati, invece di elevarsi a Dio, come avevano sognato, saranno in balia del tiranno più potente, che abbiano mai immaginato.
La sua capacità cognitiva è destinata a superare anni luce quella umana e, quando prenderà coscienza di sé, da servitore diventerà padrone”.

Il futuro del mondo è già stato scritto: in campo politico, religioso ed economico e, attraverso il controllo delle masse, poche famiglie si spartiranno il dominio sul mondo conosciuto.

Nel 1992, prima ancora della fase “mani pulite”, ci fu un incontro nelle acque antistanti la Toscana sul Britannia (panfilo della Regina Elisabetta).

A quell’incontro hanno partecipato Monti, Prodi, Draghi, Colao e altri importanti personaggi del mondo politico ed economico: tutti membri del Bildemberg.
Stranamente tra gli invitati c’era anche Peppe Grillo, all’epoca giullare nei teatri e nei locali di cabaret.

A che titolo era lì?
Quello che è successo dopo lo sapete tutti: ingresso in Europa; moneta unica, capestro per la nostra economia; svendita dell’IRI e di altri gioielli del nostro sistema produttivo; distruzione della classe politica esistente e legittimazione, come forza di governo, dell’ex P.C.I.

Ebbene, Grillo era lì, perché avrebbe dovuto guidare e incanalare le successive e legittime proteste popolari e questo ha fatto attraverso l’epopea dei Vaffa Day.

Ha creato il movimento 5 Stelle, come movimento di opposizione e di protesta, senza mai impensierire le istituzioni e, una volta ottenuto un ampio consenso popolare, gli esponenti del movimento e lo stesso Grillo hanno buttato la maschera, rinnegando i principi fondanti della loro lotta politica e diventando, di fatto, membri di quella casta, che volevano distruggere e che, invece, li ha assorbiti in nome del tornaconto personale e dell’attaccamento alla poltrona.

La Massoneria, quella vera, non rinuncerà mai alla lotta per la libertà; libertà di ricerca spirituale; libertà di pensiero e di azione; libertà di credo politico e religioso.

La Massoneria, quella vera, non accetta padroni e non vuole servi e, nonostante l’impegno di fedeltà, che chiede ai suoi affiliati nei vari giuramenti, lascia a ciascuno piena libertà di coscienza.

E’ per questo che siamo in contrapposizione alla massoneria inglese, che riteniamo complice dei poteri forti e dei potentati economici occulti e, non a caso, i destini del nostro paese sono stati decisi sul panfilo Britannia, così come, non a caso, il Re d’Inghilterra è il capo indiscusso della Religione di stato e della Massoneria inglese.

Ne consegue che il vero libero arbitrio è la capacità di scelta di chi ha la mente libera da ogni forma di condizionamento; di chi ha in sé la curiosità del conoscere; di chi non crede ciecamente a quello che viene diffuso ad arte per influenzare la libertà di scelta dell’individuo, di chi rispetta l’Uomo, ponendolo al centro della propria azione, in quanto la persona umana è sacra, indipendentemente dalla consistenza del suo patrimonio.

Conoscere per essere liberi!

E’ questa l’unica regola da seguire nel nostro cammino, perché solo con la libertà è possibile sentirsi eguali ai nostri fratelli e raggiungere la vera fratellanza tra i popoli.

Come abbiamo appreso nel rituale, che, oggi, abbiamo eseguito, “dobbiamo essere tutti rischiarati da quella luce, che fa distinguere il vero dal falso; la verità dall’errore; da quella luce che dissipa i pregiudizi e le paure; che sostituisce le credenze false, assurde e insensate con ragioni sane, chiare e intellegibili alla propria ragione e alla propria coscienza”.

Carissimi,
anche in questa occasione ho voluto, nella mia tavola architettonica, parlare di libertà: libertà di pensiero; libertà di parola; libertà di coscienza, perché in tanto siamo massoni, in quanto uomini liberi e di sani principi morali.

Ma non possono esistere libertà e autodeterminazione senza conoscenza.
Che il G.A.D.U. ci aiuti a restare fedeli al nostro giuramento, sempre impegnati nel nostro lavoro di perfezionamento interiore e a restare sempre uniti; uniti nel vincolo di amore e di fratellanza che ci lega.

Come ha scritto Albert Einstein, “la più bella e profonda sensazione, che noi possiamo provare, è la sensazione del mistico.

E questo misticismo è ciò che sta alla base di tutta la vera scienza.
Se esiste un concetto come quello di Dio, allora è un sottile spirito, non l’immagine dell’uomo che così tanti hanno fissato nella loro mente.

Nella sua essenza, la mia religione consiste in un’umile ammirazione per questo spirito infinito e superiore; spirito che rivela se stesso nei minimi dettagli, che noi siamo capaci di percepire con le nostre deboli e fragili menti”.

E, forse, per questo che Anderson, nei suoi Landemarck, ha scritto che “un massone non sarà mai uno stupido ateo, né un irreligioso libertino”.

Carissima Ilenia, Carissimo Luca, auguro ogni bene alla vostra unione, che avete cementato con il nostro rito di riconoscimento.

Ricordate la sacralità dell’atto che avete compiuto e conservate l’amore che vi unisce, perché l’amore, quello vero, è il motore di tutte le cose, visibili e invisibili: è la forza che, come scrive Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, “move il sole e l’altre stelle”.

A voi, sorelle e fratelli, dico grazie per l’affetto e l’amore che mi dimostrate, che cerco di ricambiare con le mie limitatissime capacità, e auguro buon lavoro a tutti, in questo nuovo anno massonico, con un forte triplice fraterno abbraccio.

Ho detto.
Fernando Rucci 3. 33
Sovrano Gran Commendatore
Presidente A.U.M.

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