L’ombra di Alessandro Maiorano dietro la sconfitta della Pezzopane e del PD

COVER Maiorano e Pezzopane

Se a L’Aquila la senatrice Pezzopane è preoccupata per la sconfitta del PD, e delle conseguenze che tale sconfitta avrà sicuramente sulla sua candidatura alle prossime elezioni nazionali, a Firenze, invece, Alessandro Maiorano festeggia alla grande, perchè, ci dice l’interessato, “gli aquilani, anche e sopratutto grazie alle mie denunce ed alle indagini che sono scaturite da queste, hanno finalmente preso consapevolezza del vero volto di chi, fino ad ora, li ha rappresentati sia localmente sia a livello nazionale.

“E dicendo questo, parlo sopratutto della senatrice Stefania Pezzopane, che avrebbe dovuto essere la garante della preventivata facile vittoria del PD alle amministrative della sua città, L’Aquila, e che la sonora sconfitta patita chiama ora a fare i conti con i suoi concittadini, che se non ci fossero state le mie documentate denunce nei suoi confronti e nei confronti del suo fidanzato Simone Coccia Colaiuta (che proprio grazie ad una di queste sarà alla sbarra il prossimo 5 luglio per rispondere, secondo quanto accertato dalla Procura aquilana, di un tentativo di truffa concordato con il suo manager Ivan Giampietro, con la copertura di una per ora non identificata “STEFANIA…”), non sarebbero mai venuti a sapere di tanti preoccupanti retroscena del mondo della politica aquilana, del quale la senatrice Pezzopane è la rappresentante più autorevole e temuta, in quanto i mass-media locali sono piuttosto reticenti su vicende scomode che la riguardano, e che riguardano anche altre persone di potere, sopratutto se queste il potere lo esercitano anche localmente”.

Maiorano - Taormina

“Ed i presunti giri di denaro, elargito a piene mani da Angelo Capogna, portati alla luce dalla Procura di Avezzano, che ha inviato per competenza alla Procura di L’Aquila la documentazione relativa alla senatrice Stefania Pezzopane”,  prosegue Maiorano, “in questi ultimi giorni non ha fatto altro che rafforzare negli aquilani la convinzione che anche quanto da me denunciato avesse un logico fondamento, e che non esistono e non devono esistere persone intoccabili, delle quali avere paura, ed io sono la dimostrazione vivente che, quando si è nel giusto, non si deve avere paura di nessuno, tanto che, con caparbietà e con tanto dispendio di forze e di denaro, mi sono battuto e continuerò a battermi contro coloro che, prove alla mano, ritenevo, ritengo e riterrò responsabili di misfatti a danno della collettività”.

“E le tante prove documentali fornite nelle mie denunce nei confronti della senatrice Stefania Pezzopane e del suo fidanzato Simone Coccia Colaiuta, presentate alla Procura aquilana, della quale ho denunciato al CSM la lentezza e la ritrosia a fare accertamenti quando ad essere oggetto di denuncia sono determinati personaggi politici”, prosegue Maiorano, “sono evidentemente servite ad aprire gli occhi agli aquilani, che certa politica aveva relegato a sudditi, e che, invece, quando nessuno se lo aspettava, si sono liberati delle “catene” che li imprigionavano e si sono riappropriati, grazie al voto, del loro importante e determinante ruolo sociale”.

Pezzopane PD

“Una sconfitta elettorale inaspettata, quindi, per i potenti notabili del PD aquilano, quella subita in queste amministrative”, prosegue ancora imperterrito Maiorano, “della quale sono in molti a riconoscermi il merito, e della quale è giusto che ne risponda a livello locale e nazionale la senatrice Stefania Pezzopane, a mio giudizio unica vera diretta responsabile della disfatta politica del PD aquilano, da questa cannibalizzato e gestito a proprio uso e consumo, ma gli aquilani, che sono certamente forti e gentili come il loro Abruzzo, ma che non sono però certamente stupidi, lo hanno capito e si sono ribellati al suo incontrollabile potere, tanto da far crollare il castello ed i castellani che sino ad ora lo avevano abitato”.

Pezzopane Giampietro Coccia Colaiuta

“Ed ora”, incalza Maiorano “il rischio per il PD nazionale è che il crollo locale di una città come L’Aquila, notoriamente sotto il suo rigido controllo, possa concretamente coinvolgere l’intero Partito Democratico, con conseguenze nefaste per tutti coloro che lo rappresentano, nelle più disparate e variegate realtà locali e nazionali, aprendo nuovamente le porte al centro-destra, ed a Berlusconi (che la senatrice Pezzopane non ha perso occasione di attaccare pesantemente in varie occasioni), che sopratutto a L’Aquila, subito dopo il drammatico sisma del 2009, ha dato dimostrazione di concretezza, facendo costruire in tempi record migliaia e migliaia di abitazioni atte a dare un degno ricovero agli sfortunati terremotati.   Una concretezza, quella di Berlusconi, che non ha avuto il governo Renzi e che non ha il governo Gentiloni (dai più ribattezzato Renzusconi),  che nonostante le tante chiacchiere e le tante promesse, prerogativa di un certo PD, dopo più di un anno hanno fatto avere ai terremotati delle Marche e del Lazio, vittime dell’ultimo catastrofico sisma di più di un anno fa, solo poche decine di casette prefabbricate, non certo idonee e sufficienti ad alloggiare le migliaia e migliaia di persone che ancora vivono in alloggi di fortuna”.

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Noi giornalisti, che per certi versi abbiamo una visione più diretta e privilegiata della situazione politica italiana, siamo sicuri che la disfatta del PD alle ultime recenti amministrative non sia che l’ultimo segnale, all’ex Premier Matteo Renzi (che del Partito Democratico ne è l’incontrastato leader), che il vento sta cambiando e che la gente è stufa delle chiacchiere e vuole solo fatti concreti, e che le persone che rappresentano e controllano il PD nelle varie realtà locali devono essere mandate a casa senza tanti complimenti,  in quanto non più ritenute rappresentative, dai cittadini, delle loro istanze e delle loro necessità, evidentemente sino ad ora trascurate e prese sottogamba da chi ha pensato fosse giusto utilizzare il consenso sino ad ora ottenuto elettoralmente per poter portare avanti solo determinati interessi, evidentemente non condivisi dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che ora hanno però finalmente fatto sentire la loro preziosissima voce di ex “maggioranza silenziosa”.