“Ho solo aiutato il mio Paese”. Le affermazioni di Irene Pivetti, irritano gli italiani, che temono…

IRENE PIVETTI, ex Presidente della Camera dei Deputati ed ex Deputato della Lega Nord

Quando ci sono di mezzo i potenti (e la Pivetti può essere considerata tale, non solo perché è stata Presidente della Camera dei Deputati, ma anche perché ha molteplici stretti legami in campo politico e finanziario), gli italiani scoprono sempre che, dopo lunghe e ferraginose inchieste e processi, tali potenti finiscono sempre per essere assolti, e spessissimo proprio ad essere scagionati in fase di indagini istruttorie.

Noi speriamo che in questa vicenda la magistratura non arretri di fronte a nessun possibile “ostacolo”, e faccia il possibile e l’impossibile per accertare la verità, ma in ogni caso, la vicenda che vede indagata Irene Pivetti principalmente per truffa ai danni della Protezione Civile, indigna ancor di più gli italiani, perché al centro di questa non è venuto a trovarsi il solito audace e disonesto imprenditore in cerca di facile arricchimento in danno della Pubblica Amministrazione (e quindi in danno di tutti gli italiani),  ma una signora che, nel corso degli anni, cambiando camaleonticamente più volte aspetto e stili di vita, è però sempre riuscita a far dimenticare, grazie anche alla “complicità” di determinati programmi televisivi targati Rai e Mediaset, il suo passato politico alquanto “indigesto” a tanti e tanti italiani.

Di seguito, l’articolo di Giuseppe Guastella per il Corriere della Sera, in merito alla vicenda che vede coinvolta a livello giudiziario Irene Pivetti.

———————————–

Indagata per frode in commercio e falso a Siracusa e a Savona in relazione alle mascherine che la sua società Only Italia Logistics importa dalla Cina, è «addolorata e indignata» l’ex presidente della Camera Irene Pivetti. «Sono stata colpita per una cosa che ho fatto per aiutare il mio Paese».

Al telefono, la Pivetti, che è difesa dall’avvocato Mirko Palumbo, è molto risoluta, ed è sicura che la magistratura farà chiarezza in questa vicenda.

“Negli ultimi anni, come associazione per l’amicizia Italia-Cina e come impresa, Only Italia ha lavorato per promuovere cultura e prodotti italiani e fornire servizi alle imprese italiane in Cina”, dice.

È stato per questo che, «nel disorientamento allo scoppio della pandemia, abbiamo subito trovato i canali per importare le mascherine che erano introvabili».

La Only Italia ha firmato un contratto da 30 milioni (18 anticipati) con la Protezione civile per 15 milioni di pezzi.

«Il metodo di pagamento è uguale per tutti», premette Pivetti.

«Le aziende cinesi vogliono essere pagate anticipatamente e io mi sono dovuta impegnare per l’intera somma.

Nessuno ha avuto nulla da dire sul contratto e ho venduto le mascherine anche ad altri soggetti, come distributori e ospedali».

È convinta che «bisogna fare chiarezza» in relazione alla questione del marchio «Inail» assente sulle mascherine, uno dei motivi del sequestro di migliaia di pezzi.

«Quando non c’erano le mascherine, la Protezione civile stabilì con

un’ordinanza e una delibera recepite poi in una legge che durante l’emergenza i tre standard del mondo, Ffp2, N95e quellocinese Kn95 erano analoghi.

Il decreto “Cura Italia” ha poi precisato che quando la mascherina viene usata come Dpi per proteggere i lavoratori, deve essere validata dall’Inail», ma questo, sostiene Pivetti, «non vuol dire che se il marchio Inail non c’è, ma c’è solo quello Kn95, essa è falsa o non è buona, solo che non può essere usata come strumento di lavoro.

Infatti, in vendita ce ne sono di tutti i tipi, anche di stoffa.

L’importatore non può sapere come verranno usate da chi le acquista», dice ancora.

«È molto grave che si sia scritto che vendo mascherine false o contraffatte.

Sono ottime, possono essere usate in mille modi anche contro il coronavirus».

La Only Italia ne ha importate 13 milioni finora, «metà per la Protezione civile, senza guadagno, siamo andati in pari», precisa.

Per quelle sul mercato «incassiamo 30-50centesimi l’una, margine che remunera solo il lavoro e copre le alte spese.

Altro che lucro speculativo».

.