Fino a 200.000 euro per una consulenza. Il virologo Burioni, in seguito alla pandemia, ha incrementato la visibilità e gli incassi

Il virologo ROBERTO BURIONI

Sappiamo bene che una maggiore visibilità, in qualsivoglia campo, determina un aumento della propria credibilità e prestigio,  e proprio grazie a questa logica, con l’esplosione della pandemia di Covid-19, il virologo Roberto Burioni ha visto incrementare il suo lavoro e le richieste di consulenza da parte delle aziende e delle istituzioni, disposte a sborsare cifre da capogiro.

Di seguito, il servizio del quotidiano “Il Giornale” su Roberto Burioni, pubblicato dal sito Web “Dagospia”.

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ORA BURIONI È PASSATO ALL’INCASSO, PER QUESTO NON LO VEDIAMO PIÙ IN TV.    FINO A 200MILA EURO PER LE CONSULENZE A GUCCI, SNAM, TIM E ALTRI MARCHI CHE PIÙ VEDEVANO IL VIROLOGO IN RAI, DOVE FACEVA DA SPALLA A FAZIO, E PIÙ APRIVANO IL LIBRETTO DEGLI ASSEGNI.    ”L’ESPRESSO” LO PUNGE: ”IL TUTTO MENTRE I RICERCATORI ERANO CHINI SUI VETRINI A CERCARE CURE E VACCINI”.

Fino al 20 gennaio il virologo tipo ce lo siamo immaginato come un topo da laboratorio, secchione e pure un po’ sfigato.

Quando invece lo vediamo abbronzato in tv, con una chioma di tutto rispetto e la battuta pronta sui social, qualcosa sotto sotto ci infastidisce.

Per questo forse Roberto Burioni, virologo del San Raffaele, ha suscitato le antipatie di una certa stampa che lo ha messo nel mirino ed è andata a indagare sulle sue consulenze d’ oro.

Consulenze su come distanziare le scrivanie, rispettare le norme igienico sanitarie da Covid, su come scaglionare gli ingressi dei dipendenti e distribuire cartelli, indicazioni sulle regole e disinfettanti per le mani.

Nulla di eclatante insomma, se non fosse che queste indicazioni siano state pagate, a quanto risulta al settimanale L’ Espresso, fino a 200mila euro e date ad aziende vip del calibro di Gucci, Marella, Tim e Snam «mentre ricercatori in mezzo mondo erano chini sui vetrini a cercare cure e vaccini».

Il virologo non replica, nemmeno una parola sui social.

Ci spiega solo che per un po’ ha deciso di sospendere la sua presenza sui giornali e in tv, dopo il polverone nato a seguito dell’ ospitata da Fabio Fazio e la sovra esposizione di questo periodo.

Tornando alle consulenze griffate chieste dalle aziende, Burioni le ha concesse (senza infrangere nessuna legge nè codice deontologico) assieme a Lifenet Healthcare, la srl «focalizzata su attività ambulatoriali e ospedaliere» controllata attraverso un’ altra società, la Invin srl, da Nicola Bedin, ex amministratore delegato dell’ ospedale San Raffaele nella fase post Don Verzè.

Tim ha firmato con Lifenet un contratto da circa 200mila euro, Snam da 150mila euro.

«Se dentro Snam qualcuno ipotizza un possibile conflitto di interessi (Bedin da consulente diventerà tra pochi giorni presidente della società) – scrive L’ Espresso – Lifenet ha firmato un contratto dai valori analoghi anche con la Marelli, la multinazionale specializzata in prodotti e sistemi per l’ industria automobilistica».

Tra i clienti anche Vibram e Aci Sport, Philip Morris e Tecnogym, Pellegrini, Imab Group e al Gruppo Sapio.

Un introito che sicuramente non è di poco conto in cambio di protezione da vari rischi potenziali, e un «valore aggiunto» costituito da strategie di prevenzione, da nuove regole per massimizzare l’ efficacia del rientro produttivo, e dai suggerimenti per tenere intatta la reputazione aziendale.

Ovviamente Burioni non si occupa della parte commerciale e del cash ma della consulenza strettamente scientifica.

In pratica fa il suo lavoro: quello di fare scienza e di divulgare scienza.

Pagando le tasse su quello che guadagna. Ma questo aspetto non piace, come se uno scienziato dovesse fare tutto come volontario, a titolo gratuito, anche per un’ azienda.

Anche altri virologi vip come Massimo Galli, infettivologo all’ ospedale Sacco di Milano, hanno prestato la loro consulenza a realtà come Pirelli ma a cifre molto molto più basse.

Quindi tollerate dall’ opinione pubblica.

E Burioni sarà anche il grillo parlante della virologia, sarà anche onnipresente in tv.

Ma peccato non lo vedremo per un po’: uno perchè spiega molto bene e in modo semplice concetti che noi nemmeno ci sogneremmo.

E due perchè in questa epidemia le ha «azzeccate» tutte. Però anche le sue dichiarazioni sono state tagliate e travisate sui social in nome di un’ antipatia di parte che trova il suo coronamento proprio frugando nel portafoglio dell’ infettivologo.


Articolo de “Il Giornale”, tratto dal sito Web www.dagospia.com, consultabile tramite il seguente link:

https://www.dagospia.com/rubrica-39/salute/ora-burioni-passato-all-39-incasso-questo-non-vediamo-238652.htm

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