Dopo terremoto: Preoccupazione per la sorte dei tanti gatti e di altri animali che vivono tra le macerie.

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Serie reali preoccupazioni, per la sorte delle tante centinaia e centinaia di gatti, cani ed altri animali che vivono tra le macerie, in vista dell’imminenze demolizione delle case distrutte dal terremoto che ha colpito nei mesi scorsi il Lazio, le Marche e l’Abruzzo.

Ed a farsi portavoce di queste giuste preoccupazioni, l’arci-nota “gattara” ed animalista abruzzese Loretta Marcucci, che in un post pubblicato sul suo profilo Facebook, con le lacrime agli occhi, le espone con garbo e sensibilità, anche con la speranza che chi conta politicamente se ne faccia carico e provveda quindi ad attivarsi concretamente per la tutela dei nostri amici animali, anche loro innocenti vittime, per di più indifese, del sisma.

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——————————— POST DI LORETTA MARCUCCI:

Stanno iniziando,giustamente per la gente, i lavori di demolizione totale e rimozione macerie per la futura ricostruzione.

So che la gente in questi casi ha richiesto il recupero di foto, pentola a pressione, motorino, prima di vedersi finire di sbriciolare casa davanti agli occhi…ma nessuno pensa ai gatti, nessuno reclama o si raccomanda per i gatti.

Quelle macerie sono piene di gatti e gattini, gatti malati. Che si riparano negli edifici inagibili che stanno per essere buttati giù.

Ieri mi sono recata infrasettimanale apposta per loro. Ho chiesto “accortezza”, “gentilezza” alla ditta lavori nel mentre abbatteranno le case dal tetto in giù. Ma io non sono nessuno lì e soprattutto vivo distante! Sarà una procedura veloce che vedrà subito venir giù gli stabili, senza dare tempo ai gatti che eventualmente vi fossero, di uscir via.

Non è detto che scappino dai rumori, possono reagire anche al contrario, appunto impauriti dai rumori e forti vibrazioni esterne, potrebbero rimanere dentro “sentendosi al sicuro” ed invece…

Io sono disperata. Impotente. Sola. Non so cosa fare di più. Ieri ci sono stata tutto il giorno cercando una gatta malatissima da recuperare, ma non so nemmeno se essere ancora viva. E ci sono tanti piccoli, gatte che stanno allattando, ogni volta spuntano gatti nuovi. Dal mattino a notte che sono rimasta, ne ho visto un tristissimo via vai.

La gente del posto continua a dirmi che i gatti ci sono sempre stati, nati e morti, prima del sisma, e che servono per i topi…un domani magari con la ricostruzione lamenteranno per assurdo che ci sono troppi gatti…

Resterà il nostro fondamentale punto pappa ed acqua che tutti i mici conoscono. Sperando che di notte con la calma continueranno a sostentarsi dove sanno appunto. Ma tanti di loro moriranno e andranno spersi. Ripeto ci sono gatti malati e cuccioli tra le macerie! È pieno!!!

Si una pentola a pressione di ricordo per carità……………..ma ritengo che una creatura che vive, calda, che pulsa, meriti priorità su tutto.

Ciò che è ancora vivo nella vita e che si può ancora aiutare e salvare, è prioritario sui ricordi del passato. Questi restano comunque nel cuore.

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