Arrestato in Piemonte assessore del partito Fratelli d’Italia, accusato di essere sceso a patti con i mafiosi

Otto misure di custodia cautelare in carcere, tra cui anche Roberto Rosso, assessore ai diritti civili della Regione Piemonte ed esponente di Fratelli d’Italia, nell’ambito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta che ipotizza anche il voto di scambio.

“Secondo le risultanze delle indagini Roberto Rosso è sceso a patti con i mafiosi.

E l’accordo ha avuto successo” ha detto Francesco Saluzzo, procuratore generale del Piemonte.

Aveva trovato un accordo con la ’ndrangheta per ottenere un “pacchetto di voti” in cambio di 15 mila euro: di queste somme concordate con gli intermediari delle cosche, Rosso ne versò poco meno di 8 mila, in due tranche da 2900 e 5000 euro.

Gli investigatori hanno documentato – anche con immagini – diversi incontri tra Rosso e alcuni presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente del clan Bonavota in Liguria, anche in piazza San Carlo a Torino. Roberto Rosso ha rassegnato le dimissioni.

 

ROBERTO ROSSO AI TEMPI DELLE ULTIME ELEZIONI

 ARRESTI IN PIEMONTE. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia torinese, la Guardia di Finanza ha eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di beni sul territorio nazionale, nei confronti di soggetti legati alla ’ndrangheta radicati nel territorio di Carmagnola e operanti a Torino.

Tra le condotte illecite, oltre all’associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro, è stato contestato anche il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

L’INTERCETTAZIONE. “Eh…5 e bon tagliamo la testa al toro”. “Glielo dico, provo a dirglielo”. “Cinque, e tre ‘caramelle’ le han già prese. E bon”. È il testo di una conversazione intercettata dalla Guardia di finanza tra due intermediari di presunti boss della ’ndrangheta e l’assessore regionale Roberto Rosso. I due mediatori, l’imprenditrice Enza Colavito e Carlo De Bellis, hanno incontrato Rosso in piazza San Carlo.

LA RABBIA DI GIORGIA MELONI. Roberto Rosso, a lungo parlamentare di Forza Italia, per cui all’inizio degli anni ’90 è stato candidato sindaco di Torino, è poi passato a Fratelli d’Italia. “Roberto Rosso ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno.

Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco” afferma Giorgia Meloni, leader di FdI.

“Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI”.

“Come facciamo con tutti i nostri candidati – spiega Meloni – abbiamo verificato con gli strumenti che un partito ha a disposizione se avesse problemi con la giustizia. Non è emerso nulla e abbiamo deciso di sottoporre anche il suo nome al giudizio degli elettori piemontesi. È stato il più votato nelle nostre liste, e per questo è diventato assessore regionale.

La mafia, la camorra e la ’ndrangheta ci fanno schifo e ci fa schifo chi scende a patti con loro.

Da sempre, noi di Fratelli d’Italia siamo rigidissimi nella selezione e nelle candidature e facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità per proporre agli italiani persone senza macchia.

Ma come ci si difende da chi bussa alla tua porta, dice di voler combattere con te e sembra avere un curriculum specchiato, ma poi viene accusato di reati così infami?”.

“A chiunque – conclude Meloni – pensi di usare il nostro simbolo per trattare con mondi che noi combattiamo voglio dire forte e chiaro: Fratelli d’Italia non può essere la vostra casa, perché ci fate vomitare”

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Articolo pubblicato sull’Huffington Post, consultabile in forma originale ed integrale tramite il seguente link: