Alessandro Maiorano: Un tempo era un Santo, ora, invece, è considerato uno spietato giustiziere

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Un tempo era considerato un Santo, ed ora un feroce giustiziere, ma Alessandro Maiorano, l’ex impiegato del Comune di Firenze non si scompone più di tanto nel sentire le ricorrenti voci sul suo conto, sia quelle della gente comune, che lo descrive come un grande uomo ed un benefattore della società, sia quelle di coloro che lo vorrebbero morto, o quantomeno in galera, e sono sopratutto i politici, in quanto reo di essersi inserito nel loro percorso di vita con l’intento di portare alla luce i loro misfatti, compiuti senza vergogna alcuna ai danni dei cittadini.

E quando, circa dieci anni fa, il nome di Maiorano iniziò a circolare sui mass-media, per il suo impegno a difesa di decine e decine di cittadini arrestati e denunciati per essere stati colti in flagranza di reato a “rubare”, per necessità, alcune cibarie in vari supermercati della penisola (da lui saldate per cercare di far ritirare le denunce), tutti si complimentarono con lui, persino il Santo Padre Benedetto XVI, con il quale ha tutt’ora uno strettissimo rapporto di stima e di amicizia, al quale promise di continuare fino alla fine dei suoi giorni le sue battaglie per l’affermazione della verità e della giustizia, combattute sempre in difesa dei cittadini più deboli.

Ma se da un lato, quello dei buoni, a fargli i complimenti è stato nientemeno che il Santo Padre, dalla parte opposta, quella dei cattivi, anche il mitico Renato Vallanzasca ebbe ad esprimere giudizi positivi su Maiorano, definendolo un “amico”, dopo che si era interessato al caso di un ex componente della Banda Vallanzasca, arrestato e denunciato per aver rubato in un supermercato un po’ di cibo a lui necessario per sfamarsi, visto che dopo i tempi d’oro era caduto in disgrazia e non aveva più neanche una minima possibilità economica per sostentarsi.

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E se all’inizio della sua comparsa sulla scena italiana il nome di Alessandro Maiorano circolava come garanzia di giustizia e di verità, tanto da essere lui definito un “Santo”, quando egli iniziò invece a spostare il suo interesse sulla classe politica italiana, con l’intento di moralizzarla, Maiorano divenne per tutti i potenti un criminale, al quale dover dare a tutti i costi una “giusta punizione”.

E ci hanno provato in tanti, a dargliela, ma Maiorano è sempre uscito indenne da qualsiasi azione messa in piedi da una certa classe politica per toglierselo di mezzo, e questo anche grazie alla sua grinta di condottiero che non ha paura di nulla, ed alle sue numerose amicizie ad alto livello, in grado di metterlo in possesso di documenti più o meno riservati sulle presunte malefatte di certi politici (ancora sotto l’occhio della magistratura i casi inerenti l’ex Premier Matteo Renzi, la senatrice del PD Stefania Pezzopane, ed altri politici), ne sono testimonianza.

Ed il suo essersi sempre lanciato a capofitto nelle battaglie moralizzatrici da lui intraprese, non gli hanno però fruttato solo molteplici soddisfazioni personali e la fama di spietato “giustiziere”, ma anche tante grane (che hanno comportato centinaia di migliaia di euro di spesa per le battaglie legali, ed alcune di queste tutt’ora in corso) ed un danno biologico del quale molto presto lui chiederà conto a quanti lo hanno provocato (seppur in modo diverso l’uno dall’altro), portandoli quindi a rispondere, nelle aule di tribunale, di richieste risarcitorie più che milionarie, che però non compenseranno mai, una volta ottenute, una vita privata e pubblica ridotte a brandelli, dilaniate da eventi che avrebbero distrutto anche personaggi particolarmente forti ed “invincibili” quali Rambo e Terminator, ai quali Alessandro Maiorano non ha però nulla da invidiare.