A dispetto dei sondaggi, Salvini è il politico più debole del panorama italiano, ed in Europa non lo sopportano

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

A dispetto dei sondaggi, Matteo Salvini è al momento il politico più debole del panorama italiano. È minacciato dall’interno della sua coalizione, con Giorgia Meloni sempre più in ascesa e pronta a soffiargli consensi tra gli elettori di destra, ma anche dall’interno del Paese, con il cosiddetto deep State (magistratura, boiardi vari, forze dell’ordine, Servizi) che mette i bastoni tra le ruote di un ritorno al governo del Capitone.

E poi, dopo essere stato sostanzialmente messo in freezer da Russia e USA, che non amano chi gioca su due campi, è minacciato dall’Europa, che lo considera il nemico numero uno, essendo il suo partito, tra quelli sovranisti, quello che ha ottenuto più voti alle ultime elezioni. Berlusconi aveva promesso che avrebbe ”sterilizzato” e ”istituzionalizzato” il Truce, trascinandolo a forza nel PPE dove persino Orban ha trovato posto (ma Orban non ama Salvini, anzi).

Nei piani dei popolari europei, Salvini avrebbe dovuto mollare Marine Le Pen e la neonazi tedesca Afd, e gli hanno fatto una testa così per mesi, dandogli anche l’illusione che ripulendo la sua immagine e le sue frequentazioni non sarebbe stato combattuto con la stessa forza. Niente da fare, lui ascolta ma non mette in atto i consigli. A qualcuno avrebbe anche detto che non può mollare Marine Le Pen finché la nipote Marion Maréchal non mollerà il partito della zia.

Che c’entra Marion? C’entra perché il suo fidanzato, l’italiano Vincenzo Sofo, è stato eletto con la Lega all’Europarlamento lo scorso marzo (aspetta la Brexit per avere il suo posto a Strasburgo) e quindi ci sono di mezzo anche questioni familiari.

Il Truce, da ex ministro dell’Interno, sa benissimo che c’è una tenaglia giudiziaria che si sta stringendo intorno al suo collo barbuto. La magistratura non sta più dando notizie ai giornalisti sul caso Metropol, e si sa che quando c’è questa ”risacca” mediatica, in genere è in arrivo uno tsunami.

Anche sul fronte dei 49 milioni le cose non vanno benissimo per il leghista.

L’indagine sull’assessore lombardo Galli è molto più importante di quanto non si percepisca fuori da Milano.

La Regione Lombardia è da sempre il ganglio vitale della Lega, e saranno piuttosto imbarazzanti le domande sull’associazione per la rielezione di Maroni, che riguarderanno anche il periodo in cui Salvini era già segretario (non potrà più scaricare la faccenda sulla gestione Bossi-Maroni-Belsito, insomma).

Il 2020 doveva essere l’anno della svolta per il leghista, forse lo sarà, ma di sicuro lo passerà tutto sulla graticola mediatico-giudiziaria.

PS: Negli ambienti romani, tra il Transatlantico e i bar più frequentati dai politici chiacchieroni, si mormora che la sua fidanzata Francesca Verdini sia in dolce attesa…

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Stralcio di un articolo pubblicato su Dagospia, consultabile in forma originale ed integrale tramite il seguente link:

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dispetto-sondaggi-salvini-momento-politico-piu-222231.htm

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