Abruzzo: muore di fame a soli pochi mesi di vita davanti agli occhi di tutti. Per lui nessuna compassione, e neanche un pezzo di pane

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La Marsica è una zona vasta, tanti piccoli paesi sparsi tra piana e  montagne in provincia dell’Aquila. Tanti abitanti, tra i quali, a quanto pare dai fatti, alcuni non hanno molto amore e rispetto verso gli animali. Nel mese di agosto, venne trovato a Cerchio un cucciolo di 3 mesi ucciso a bastonate con la coda tagliata e gettato nell’immondizia.

A Trasacco, pochi chilometri da paese sopra citato, alcuni giorni fa due cani sono stati rinvenuti morti con ancora i lacci al collo e segni di bruciatura. L’immagine dei loro corpi abbracciati ha portato tanto dolore nei cuori di chi gli animali li ama, erano così soli e indifesi davanti all’ignoranza disumana di bestie a due zampe che nulla hanno potuto. Loro, come la loro natura è, si sono fidati sicuramente dei loro aguzzini.

Così si arriva a S. Benedetto dei Marsi, altro paesino, lì a quanto pare, la gente che si è trovata davanti agli occhi questo cucciolo secco sfinito, ossa sporgenti, mite e sempre in cerca di qualcosa da mangiare non ha avuto la minima pietà. Quante persone l’avranno visto aggirarsi tra le strade ridotto a quelle condizioni? Beh, se pensavano che offrendo cibo sarebbe poi rimasto lì ad arrecare danno al patrimonio o a sporcare le strade avevano ragione a non darlo. Perché lui sicuramente si sarebbe affezionato, avrebbe magari aspettato la solita ora in cui una massaia metteva fuori la porta un po di scarti. Avrebbe probabilmente anche dormito lì davanti, perché, si sa, loro amano chiunque tenda una mano. Complimenti signori, avete ottenuto il risultato desiderato. Quando una ragazza, una volontaria sembra, l’ha visto e portato dal veterinario era troppo tardi, è morto di fame.

Le poche volontarie della zona non arrivano, chiedono adozioni per i loro pelosetti, nei tre canili marsicani hanno, chiusi nei box, circa 1400 cani, frutto di una mancanza di cultura nelle sterilizzazioni pari all’estremo sud. Numerosi i pastori abruzzesi, frutto di continue cucciolate dei cani da “pecora”, segugi buttati dai cacciatori perché non buoni per cacciare. Cani vaganti senza chip vengono segnalati ai vigili, questo lo sanno fare benissimo, portati nei canili ne moriranno dietro le sbarre, pochi vanno a reclamare, pochissimi sanno dell’esistenza dei canili nella loro zona, pochissime adozioni dovute anche al fatto che sabato e domenica non sono aperti alle famiglie. Il randagismo non si combatte chiudendo i cani nei canili, quello serve solo a portare soldi, dal comune ai gestori.

Forse qualcuno, direttamente interessato, dovrebbe prendere atto di tutto questo martirio, se è vero che la civiltà si misura in base al modo in cui gli animali vengono trattati……male, molto male. Speriamo che qualcuno faccia qualcosa di decente e decoroso per questi animali. Ovviamente nessuno verrà punito per le atrocità commesse, funziona così in Italia.


Servizio scritto da  , tratto da Blog Pianeta Donna, consultabile in originale tramite il seguente link: http://blog.pianetadonna.it/gattomiaoecanebau/abruzzo-muore-fame-soli-mesi-vita-davanti-agli-occhi-tutti-non-ce-stata-pieta-compassione-le-sue-ossa-sporgenti-non-suscitato-alcun-sentimento-nessuno-buttato/