Sfogo dell’Architetto Vincenzo Russi: Addio, mia pessima Italia, porto le mie aziende in Slovenia.

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In esclusiva, per “Fratelli d’Italia”, un’intervista con Vincenzo Russi, architetto ed imprenditore costretto a dirottare altrove la sua azienda.

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Ce l’aveva messa tutta, l’architetto Vincenzo Russi, 48 anni, per farsi piacere l’Italia, ma alla fine, dopo tante angherie subite, si è stancato ed ha preferito traslocare in Slovenia i suoi interessi, dove la sua attività imprenditoriale, con un fatturato di tutto rispetto, è in grado di dare lavoro a ben 18 dipendenti.

Architetto Russi, come è nata l’idea di lasciare l’Italia per intraprendere un’attività all’estero ?

Non voglio essere prolisso, ma la tutto ha inizio nel 2009, quando mia moglie si accorse di avere un nodulo al seno, che poi fu diagnosticato come cancro, dando inizio ad una tragedia personale e familiare che ha dovuto fare i conti non solo con la malattia ma anche con tutta una serie di vergognosi problemi burocratici, che in Abruzzo, regione dove vivevo, si sono centuplicati, portando alla luce una incredibile disorganizzazione delle strutture sanitarie di Ortona e Chieti.

Analisi fissate dopo un anno, accertamenti e radiografie dopo sei mesi, tickets a non finire e totale incompetenza dei medici, per non parlare degli infermieri, che io considero una massa di ruba stipendio.

Dopo l’intervento e la chemio, e la radioterapia a Chieti (che se non fosse stato per le incazzature e le urla al telefono non avremmo eseguito neanche se non dopo mesi e mesi di attesa, io e mia moglie, a nostre spese, decidiamo di andare allo IEO di Milano.

Detto fatto, affittiamo una casetta, ed in quel luogo cominciamo a riacquistare fiducia, vista la grande competenza del personale dello IEO e la celerità con la quale iniziarono a fare radiografie e contrasti, dopo aver avuto l’assenso del grande compianto Prof. Veronesi, non prima però di aver pagato una parcella di 700 €uro senza fattura.

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Tutto sembrò quindi iniziare ad andar bene, per mia moglie, non più abile al servizio di Polizia, messa dal Governo in pensione con 256 €uro mensili, che secondo i responsabili delle Istituzioni sarebbero potuti bastare per pagarsi gli accertamenti e le cure sanitarie, e fin’anche le medicine.

Io, d’altronde, non potendo più sostenere ritmi di lavoro e impegni massacranti che mi portavano molto spesso a tornare a Pescara, decisi di lasciare gli incarichi universitari, che avrei potuto continuare ad avere solo se fossi riuscito ad avere una forte raccomandazione, ormai indispensabile in ogni settore della vita “civile”.

Poi, cos’altro è successo?

Per farla breve, dal 2009 al 2013, dopo la morte della mia compagna, ed una gran quantità di denaro speso per mille e mille situazioni contingenti, ed una indispensabile richiesta di accompagnamento respinta per ben sei volte perchè dichiarata “guaribile”, decido che è ora di dire basta, basta alle continue tasse, che poi servono a foraggiare i politici ladri e collusi con le organizzazioni criminali, che non meritano di gestire una nazione che amo e che reputo la più bella al mondo, e basta anche alle tangenti da pagare per ottenere una concessione edilizia, alle raccomandazioni per farsi strada, ma soprattutto basta ad un paese dove anche l’aria che si respira è tassata, e dove è premiata non la bravura ma l’essere parente di un qualcuno avente potere.

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Pensi, un mio dipendente, un ingegnere con famiglia a carico, non potendo avere un qualsivoglia aiuto dalle banche, mi ha chiesto tempo addietro un prestito per trasferirsi all’estero, e tentare così di assicurarsi un futuro dignitoso.  Ebbene, da due anni ha avviato un’attività in Macedonia, che conta ben 12 dipendenti, e costruisce a pieno ritmo, senza intoppo alcuno, ed è stato anche il suo successo ottenuto all’estero che ha acceso nella mia mente il desiderio di traslocare altrove, oltre confine, le mie competenze professionali, tanto che ho rilevato, in Slovenia, e più precisamente a Domzale (ridente cittadina a nord della Slovenia, con parchi, laghetti, natura straordinaria e incontaminata), una fabbrica di case in legno sottopostami con gioia dal sindaco della cittadina, desideroso di dare occupazione ai suoi concittadini.

Un vero affare, perchè situata in una zona tax free, ovvero in una zona che, per un certo numero di anni, prevede la non tassabilità.

E quando ho dovuto avviare le pratiche per l’acquisto dell’azienda (da me poi rinominata Green Living), e per tutte le competenze legate a questa, sono rimasto a bocca aperta, perchè ho potuto fare tutto ciò che era  necessario fare in sole 24 ore, contrariamente a quanto avviene in Italia, dove per poter avviare una qualsiasi attività si pagano migliaia e migliaia di euro e bisogna attendere mesi e mesi, passati tra domande, versamenti di denaro di ogni tipo, incluse le tangenti, e tant’altro.

Ora, a distanza di due anni, la produzione è aumentata del 150%, tanto da indurmi ad assumere altri operai, e ad aprire una piccola filiale in Lituania, che precede di poco la prossima filiale, che aprirò a breve in Svezia.

Il mese scorso abbiamo montato una casa in Ungheria, a Domsod, e prima di iniziare i lavori, per sicurezza, mi sono recato presso l’ufficio urbanistico per chiedere se ci sarebbero potuti essere dei problemi per l’accesso, visto che il terreno non  era proprio adiacente alla strada, pur essendo comunque di proprietà (per un simile “problema” tecnico, in Italia avrei dovuto compilare decine e decine di richieste), e lo sa cosa mi hanno detto in Comune ? : “Architetto, a casa sua  può fare quello che vuole”.

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Ebbene, tutto questo mi ha convinto, a distanza di due anni dalla mia “fuga” all’estero, di non aver sbagliato nella mia scelta di abbandonare l’Italia, una nazione dove vivono bene solo ladri, delinquenti, assassini, spacciatori, e  profughi di dubbia onestà che in Italia vengono trattati come dei pascià, alla faccia dei tanti italiani onesti, che pagano le tasse, e che vorrebbero poter essere padroni di poter vivere tranquillamente.

E per quanto riguarda la sanità, all’estero come funziona ?

Pensi, ero in fabbrica con un forte mal di denti.   Disperato per il dolore, mi sono recato prontamente in ospedale, pensando fosse necessario farmi estrarre un dente.

Ebbene, dopo l’estrazione, considerato la situazione, domandai se potevano inserirmi un nuovo dente al posto di quello tolto, e mi risposero che, se residente in Slovenia, potevo avere il tutto completamente gratis.

Una bella differenze, quindi, con l’Italia, dove la sanità è allo sfascio e dove i degenti degli ospedali devono convivere con la sporcizia e con i topi di fogna.

In Slovenia la legge è semplice e chiara, perchè paghi poche tasse, ma quelle poche le devi pagare e basta, perchè altrimenti vai in galera, quella seria, dove due anni dietro le sbarre sono interi.  Non c’è interpretazione, se uccidi qualcuno e ti danno 30 anni, te li fai tutti, fino all’ultimo.

 

In Slovenia pago solo il 15% di tasse, tutto compreso. Niente Ici, niente Imu, niente Ires, niente Irap, niente Tasi, niente di niente.

In Slovenia, l’autostrada costa 18 €uro a settimana, le sigarette costano la metà, se vai al ristorante, con 10 €  mangi benissimo, ed il gasolio costa meno di 1 €uro.

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Ma noi italiani come veniamo considerati nell’est europa ?

Benissimo. Ci sono state frotte di italiani che hanno invaso il mondo combinando solo macelli, ma per fortuna non dappertutto, e quelli meno per bene non sono fortunatamente la maggioranza.

In Italia torni spesso ?

Certo, è il mio paese, e torno spesso anche perchè ho un ruolo di responsabilità nell’ambito della Massoneria, una scuola di formazione che mi ha cambiato totalmente, mi ha reso forte, umile, migliore, ben attento ai problemi della società.

E la mia appartenenza alla massoneria, mi ha reso anche più attento ai problemi dei miei numerosi dipendenti, che considero la mia seconda famiglia, che, appena finito il lavoro, vedo con gioia tornare sereni a casa, dalle loro famiglie, che la sera sanno di poter avere di che sfamarsi e di che stare tranquilli per il futuro.

Pensi che Gentiloni e Renzi, ed altri, potranno riuscire a raddrizzare l’Italia?

No… tante e troppe chiacchiere, questi “signori” pensano solo alle loro poltrone, ai loro privilegi, ai soldi accumulati e da accumulare, e da portare all’estero fuori da occhi indiscreti.

Non c’è speranza per l’Italia.  Date retta a me, fate anche voi i bagagli e… andatevene al più presto.